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Bullmastiff

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Il carattere del bullmastiff


ENCI: Ente Nazionale Cinofilia Italiana
 


-INC Febbraio 2009- BULLMASTIFF: FATELO GIOCARE

 

Le origini del bullmastiff si perdono nei tempi antichi, derivando dai molossi della lontana Asia, incontrati nei secoli successivi anche dai Romani durante le loro conquiste e da questi definiti ‘canes pugnaces’ ossia combattivi, a sottolineare il carattere forte ed indomito ancora oggi tipico della razza. La sua ‘creazione’ è invece lavoro di pochi decenni fa, ad opera di Sir Moseley il quale, ricorrendo solo all’incrocio di mastiff (mastino inglese) e bulldog in differenti percentuali, produsse all’inizio del ‘900 i primi esemplari di bullmastiff, riconosciuti poi ufficialmente dal Kennel Club Britannico come razza autonoma nel 1924. La storia e la letteratura inglese parlano comunque di questi esemplari già dal XVIII secolo, quando si occupano di cani da combattimento. Già dallo standard si può avere un’idea del bullmastiff definito come ‘cane di struttura forte, simmetrica e possente, ma non pesante, quindi un animale di consistenza sostanziosa e muscolarmente sviluppata per conferire una potenza di movimento ed una capacità di attività più veloce ed agile rispetto al progenitore mastino.


INDOLE DOLCE

 

In contrasto con l’aspetto temibile e minaccioso, il bullmastiff è un cane dall’indole dolcissima e tenera, capace di accettare senza problemi anche i bambini più piccoli e curiosi, spesso ‘adottandoli’ come fossero suoi cuccioli e diventandone il protettore, anche all’interno della famiglia stessa. E’ chiaro che, data la mole, un semplice colpo di coda potrebbe far cadere un bambino, pur senza intenzionalità da parte del cane, pertanto l’adulto responsabile deve sempre supervisionare i momenti che l’animale e il bambino trascorrono assieme. Il bullmastiff possiede grandi doti di affidabilità e ponderatezza che non vanno mai confuse con l’indifferenza o l’incapacità nel fare la guardia, si tratta invece di una sicurezza tale nelle proprie capacità che lo fanno intervenire solamente nei momenti di reale necessità. Inoltre non essendo particolarmente dedito all’abbaio incontrollato, a volte i proprietari sono seriamente preoccupati che sia muto, mentre si tratta solamente di soggetti che, fortunatamente, non hanno ancora avuto l’occasione di dimostrare l’attitudine per la quale sono stati creati. Non ci sono grosse differenze tra i due sessi: i maschi sono sempre più tardivi nella maturazione rispetto alle femmine e di solito un po’ più testardi, ma tutto dipende dal carattere del soggetto. Fondamentale, sia per la corretta crescita che per la corretta socializzazione e l’inserimento in famiglia/città, è il primo anno di vita del cucciolo: gli errori commessi in questo periodo possono solo essere attenuati, mai eliminati. Le regole della convivenza all’interno del branco misto (uomo-animale) si insegnano al cucciolo appena giunge a destinazione, con dolcezza, con gratificazione positiva (una lode, un bocconcino) e con tanta pazienza; un comando dato deve essere sempre fatto eseguire, anche se può occorrere del tempo; se il tempo manca è preferibile sorvolare e riprendere in seguito. Il cucciolo ha bisogno di socializzare subito con qualunque altro essere a due o quattro zampe, ma sempre nel rispetto reciproco degli spazi di ognuno; al cucciolo devono essere fatte fare esperienze di ogni genere (rumori, auto, mercato, traffico, scuole, etc…) senza abbandonarlo, semmai infondendogli sicurezza quando lo si vede perplesso o titubante. Solo insegnando al cucciolo l’adattamento alla vita umana e urbana si potrà Pasiniavere il piacere di un adulto integrato, ubbidiente e piacevole da avere accanto, pur nelle sue ragguardevoli dimensioni e nella sua innegabile forza sia muscolare che caratteriale. Dal momento che in un anno il cucciolo cresce vertiginosamente sia in altezza che in peso, per evitare sollecitazioni troppo intense e potenzialmente dannose agli apparati mio-osteo-articolari ed ai legamenti è buona norma non appesantirlo, fare attenzione al movimento troppo prolungato nel tempo e troppo vivace, e verificare che il gioco con altri esseri umani o animali non risulti troppo violento o pesante. Il carattere sedentario e l’immenso attaccamento alla famiglia d’appartenenza lo rendono adatto anche alla vita d’appartamento, con la concessione di almeno un paio di passeggiate giornaliere, benché non disdegni un po’ di spazio esterno in cui crogiolarsi al sole.


GUARDIANO VIGILE

 

Per la guardia non necessita di alcun tipo di addestramento: sa perfettamente come svolgere il suo compito, purché si senta abbastanza maturo e l’unico addestramento consigliato è solo l’obbedienza di base per riuscire a gestire l’adulto ed evitare di farsi trascinare (letteralmente) dalla sua potenza. Benché patologie tumorali o cardiovascolari siano le più frequenti cause di morte anche improvvisa o prematura del bullmastiff, la razza gode di una certa ‘rusticità’ ed adattabilità che le consente di incontrare il medico veterinario quasi esclusivamente per gli annuali controlli di routine. Dal punto di vista caratteriale, dopo le verifiche effettuate a livello universitario conseguenti le ordinanze ministeriali, tra le razze di taglia grande e tra quelle proposte quali pericolose, il bullmastiff è risultato essere tra quelle meno reattive agli stimoli e quindi più affidabili, confermando così gli stessi positivi risultati già ottenuti all’estero dalla razza, da anni utilizzata persino in pet-therapy.

 

 

Paola Cestelli Pasiniavere

 

   

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